«Casini» bollati!
E chi l’avrebbe detto?
Questa settimana ne sono successe delle belle con i valori bollati e, di conseguenza, vi abbiamo subissato di newsletter FIT che hanno avuto tutte un unico fattore comune: le marche da bollo!
La cosa che comunque a me sembra importante è che, in un momento storico dove si sta smaterializzando la carta e tutto ciò che ne consegue di nostro specifico interesse, i tabaccai continuano ad essere una certezza.
Mi riferisco all’ultima novità che ha interessato il passaporto.
Come sapete è stata abolita la tassa di concessione governativa da 40,29 euro che vendevamo per il rilascio e il rinnovo annuale del documento.
Al suo posto è stato introdotto un «contributo amministrativo» di 73,50 euro da pagare solo al momento del rilascio.
Il fatto curioso è che non è stato stabilito «dalla legge» come dovesse essere pagato questo nuovo «costo amministrativo» e, quindi, si è creata un’inaspettata incertezza Questure che non sapevano che «contrassegno prendere» e tabaccai che non potevano vendere più la marca per passaporto.
Poi, si è diffusa la notizia «andate dai tabaccai e fatevi stampare il contrassegno da 73,50 euro o l’integrazione se avete già quello da 40,29 euro».
Sembra quindi che il Ministero dell’Interno abbia deciso con coraggio di fare incassare questo nuovo costo del passaporto proprio tramite noi tabaccai, facendoci stampare il nuovo contrassegno.
Nel frattempo è anche aumentato il Contributo Unificato che ha spiazzato le Cancellerie dei tribunali che non avevano idea dell’aumento, prese come sono dalle nuove imminenti novità che interessano dal 30 giugno la macchina della Giustizia Civile.
Ma la «chicca» con la quale voglio concludere riguarda la questione dell’aggio sui valori bollati.
La partita si riapre e non è detta l’ultima. Insomma, ora la norma con la quale l’Agenzia delle Entrate aveva giustificato la riduzione dell’aggio sul servizio di riscossione dell’imposta di bollo in modalità telematica non esiste più, dato che in sede di conversione è stata abrogata.
La prima mossa che abbiamo fatto è stata quella di richiedere subito all’Agenzia delle Entrate la riapertura delle trattative, ma nel caso in cui non ci diano ascolto siamo pronti a mettere in campo altri mezzi sindacali e giudiziari.
Per una più approfondita analisi delle varie tematiche, sul prossimo numero usciranno una serie di articoli dedicati ai... «casini bollati».
Giovanni Risso


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