Divieto di vendita a minori: l’intervista a Mario Antonelli
VdT: Presidente Antonelli, Lei ha più volte sottolineato che impedire ai minori l’accesso al fumo e al gioco non è una semplice possibilità, ma un preciso dovere per la categoria che rappresenta. Cosa sta facendo la Federazione per veicolare questo messaggio?
Antonelli: La Federazione lavora da sempre su questo fronte, attraverso una costante attività di indirizzo e sensibilizzazione nei confronti dei propri associati e ricordando loro l’importanza del rispetto delle regole. In passato abbiamo promosso numerose iniziative, tra cui campagne itineranti dedicate all’informazione e alla prevenzione del consumo di prodotti da fumo e del gioco da parte dei minori. Per il futuro, considerata la rilevanza della questione, intendiamo intensificare ulteriormente le attività informative e di sensibilizzazione, utilizzando tutti i canali di comunicazione a nostra disposizione. Inoltre, dedicheremo maggiore spazio a questo tema nell’ambito dei convegni e degli eventi rivolti agli associati, anche attraverso specifiche sessioni formative e informative.
VdT: Sempre più spesso i tabaccai si trovano davanti a minori che provano ad acquistare prodotti vietati, come sigarette o Gratta e Vinci. Cosa può fare la categoria?
Antonelli: Innanzitutto, occorre rafforzare la consapevolezza della gravità di questi comportamenti, anche attraverso un’adeguata attività di informazione rivolta alla clientela. È importante spiegare che il rifiuto di vendere un pacchetto di sigarette o un Gratta e Vinci a un minore non è un atteggiamento ostile, ma un atto dovuto a tutela del minore stesso. L’insistenza nell’acquisto, in tal caso, non produce alcun effetto. Sono certo che, di fronte a un minore che reagisce negativamente, vi siano molti clienti pronti ad apprezzare la correttezza e la responsabilità del tabaccaio, oltre che, chiaramente, la propensione di questi al rispetto delle regole.
VdT: Quali difficoltà può incontrare, concretamente, il rivenditore che si attiene scrupolosamente al rispetto delle regole?
Antonelli: Può capitare che il tabaccaio perda un’opportunità di vendita o concorra a creare un momento di tensione in tabaccheria, anche dinnanzi ad altri clienti. Tuttavia, ciò che, a primo acchito, potrebbe sembrare una rinuncia economica, si traduce in un comportamento che qualifica il tabaccaio e rafforza il rapporto di fiducia con la comunità. Dunque, sul lungo periodo, l’adozione di un comportamento rigoroso e responsabile rappresenta il presupposto per attrarre e fidelizzare clientela.
VdT: Quali benefici ritiene derivino dall’impedire ai minori l’accesso al fumo e al gioco?
Antonelli: Il primo beneficio è poter gestire la propria tabaccheria a testa alta, con la consapevolezza di agire correttamente. Inoltre, un tabaccaio che rifiuta di vendere un pacchetto di sigarette o un Gratta e Vinci a un minore, oltre che rispettare la legge, difende la credibilità della categoria, la propria reputazione e, chiaramente, il futuro della propria attività.
VdT: Si registrano ancora comportamenti poco virtuosi anche all’interno della categoria che rappresenta. Che messaggio desidera rivolgere agli associati?
Antonelli: Desidero innanzitutto precisare che l’accesso dei minori a questi prodotti avviene spesso attraverso canali diversi dalla rete delle rivendite autorizzate: talvolta tramite circuiti illegali o piattaforme on line, molto diffuse tra i più giovani, altre volte attraverso l’intermediazione di soggetti maggiorenni. Ai colleghi che non rispettano pienamente le regole, rivolgo un invito chiaro: riflettere sul proprio ruolo. Torno a ribadire, in ultimo, che rifiutare la vendita di prodotti vietati ai minori non è soltanto un obbligo previsto dalla legge per evitare sanzioni, ma un principio etico inderogabile e un presupposto essenziale per esercitare responsabilmente la propria attività.


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