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Studi di Settore: il quadro Z è per noi!

cop 22 2015Quest’anno con la compilazione dello Studio di Settore per le tabaccherie siamo chiamati a compilare anche il nuovo «quadro Z» che finalmente ci fornirà l’occasione di evidenziare all’Agenzia delle Entrate che la maggior parte dei costi che sosteniamo sono relativi ad attività remunerate ad aggio/margine fisso e non ai ricavi relativi a merce varia.

Questo nuovo «quadro Z» è stato fortemente richiesto dalla FIT, per dare all’amministrazione finanziaria contezza del fatto che per le tabaccherie, dedotti gli aggi e i margini fissi e tutti i costi relativi, non rimane praticamente nulla da accertare, dato che la maggior parte delle nostre attività denuncia ricavi da merce varia difficilmente superiori al 10% dei ricavi totali.

Il valore dei dati esposti nel «quadro Z» dello Studio di Settore per le tabaccherie VM85U per l’anno 2014 è puramente informativo, dato che i valori in esso esposti non entreranno nell’elaborazione dello Studio di Settore. Tuttavia, è molto importante che tutti noi e con noi i nostri commercialisti, ci dedichiamo alla corretta compilazione delle informazioni richieste nei righi del «quadro Z» dato che i dati complessivamente indicati evidenzieranno, per la prima volta in 12 anni dall’obbligo di compilazione dello Studio di Settore, l’entità dei costi che noi sosteniamo per le attività soggette ad aggio/margine fisso.

In sostanza, avremo la possibilità di evidenziare i costi che oggi vengono, invece, erroneamente imputati, in parte, nell’elaborazione dello studio anche alle attività di cui alla tabella speciale.

Non lasciamoci sfuggire quest’importante opportunità, del resto non abbiamo nulla da nascondere: forniamo nel «quadro Z» anche i dati dei nostri costi relativi alle attività ad aggio/margine fisso all’Agenzia delle Entrate che così nel dettaglio non li conosce e... vedrete che se tutti lo compileremo correttamente, l’Agenzia non avrà nulla da eccepire circa l’inserimento a regime di tali elementi nello Studio di Settore.

Già sappiamo che la vendita di merce varia oggi incide meno del 10% sui ricavi totali.

Se i dati ci daranno ragione la faremo finita con i risultati degli Studi di Settore e non dovremmo più temere di essere congrui e non coerenti o addirittura nessuno dei due!

                                                                                                                                                        Giovanni Risso

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