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«A pensar male si fa peccato, ma a volte ci si indovina!»

 

Pensando all’Autorità Antitrust, ho sempre avuto idea che essa svolgesse un importante ruolo di regolatore del panorama economico nazionale, soprattutto impedendo alle grandi aziende di esercitare il loro strapotere a danno di quelle più piccole, difendendo insomma il principio della libera concorrenza.

Mi piacerebbe non dovermi ricredere. Infatti in due diverse occasioni il suo comportamento sembra essere assai miope!

In primis, mi riferisco alla recente segnalazione inviata al Parlamento e al Governo in cui l’Autorità ha espressamente sollecitato, tra l’altro, l’estensione della vendita di tabacchi lavorati alle stazioni di servizio.

Un obiettivo assai curioso se si considera che il prezzo di vendita del tabacco è imposto per legge e quindi il consumatore non trarrebbe alcun vantaggio. A questo punto sorgono spontanee alcune domande: a chi conviene questo «scippo»? Forse alla potente filiera del petrolio?E questo in barba al trattato firmato con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, puntualmente recepito dallo Stato italiano, che vieta l’allargamento della rete di vendita del tabacco.

Analogo discorso vale per i canoni dovuti dai ricevitori Sisal. Va ricordato che un paio di anni fa il Parlamento ha approvato una norma che abrogava i canoni. Come se non esistesse! Nelle more della sua applicazione il nostro Sindacato Totoricevitori Sportivi, STS, ha presentato un ricorso all’Antitrust per chiedere giustizia.

In questo caso, contrariamente alla solerzia dimostrata per le stazioni di servizio, l’Antitrust non ha avanzato alcuna segnalazione, il ricorso non è stato mai discusso e la categoria è lì che aspetta. Anche in questo caso sorgono spontanee alcune domande: come mai un ricorso che interessa 50.000 aziende non ha trovato l’attenzione dell’Antitrust? Forse perché danneggiava gli interessi della seconda azienda italiana di giochi?

Probabilmente resteremo senza risposte, ma ci torna in mente una famosa battuta dell’on. Andreotti: «A pensar male si fa peccato, ma a volte ci si indovina!».

Ci piacerebbe pensare di non averlo fatto questa volta. Aspettiamo risposte.

Giovanni Risso

La Voce del Tabaccaio

VDT numero 23 dell' anno 2024

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