“Scemo non sono!”

Risso: “Favorevoli alla prevenzione, non certo all’insulto”

 

“Viviamo in un Paese in cui vendere e consumare tabacco è legale. Anche prevenire la diffusione del fumo è legittimo ma non lo è insultare chi, liberamente, decide di consumare un prodotto legalmente acquistato”.

Queste le parole del Presidente Nazionale della Federazione Italiana Tabaccai, Giovanni Risso, al via della campagna “Scemo non sono!”, promossa dalla FIT in risposta all’insultante “Ma che sei scemo?”, sostenuta dal Ministero della Salute in lotta al tabagismo.

“Noi tabaccai – continua Risso – siamo consapevoli di vendere un prodotto controverso e per questo la FIT, da tempo, garantisce sostegno alle autorità nella prevenzione del fumo minorile. Non siamo però disposti ad accettare che si possa insultare chi, maggiorenne, scelga, liberamente e consapevolmente, di consumare sigarette acquistate in rivendite concessionarie dello Stato. Tanto che, a proposito, abbiamo anche mandato al Ministro Lorenzin una civile nota di disappunto”.

La campagna lanciata dalla Federazione Italiana Tabaccai coinvolge tanto i tabaccai che i fumatori che, se lo vorranno, tramite la FIT potranno inviare al Ministero della Salute una cartolina con scritto “Scemo non sono! Sono un fumatore consapevole!”. Altrettanto faranno i rivenditori attraverso una diversa cartolina riportante la dicitura “I miei clienti non sono scemi ma fumatori consapevoli. Anche io aderisco alla campagna Scemo non sono!”.

“Non ci opponiamo alla prevenzione – conclude il Presidente Risso -  ma sottolineiamo quanto l’approccio scelto dalle istituzioni competenti per combattere il tabagismo sia offensivo nei confronti di chi, vendendo o consumando tabacco, opera una scelta consapevole contribuendo con circa 14 miliardi di raccolta fiscale alle casse dello Stato”.

 

Roma, 26 ottobre 2015

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