Puglia: distanziometro rinviato

cop 39 2018Dopo il raduno di Torino dello scorso 18 settembre, FIT e STS hanno esortato i tabaccai a unirsi nuovamente ai lavoratori del settore del gioco nella manifestazione tenutasi a Bari dinanzi alla sede del Consiglio Regionale.

Abbiamo sostenuto la scelta di rimandare l’entrata in vigore del divieto di installazione delle slot negli esercizi prossimi ai luoghi sensibili per avere il tempo di ragionare attentamente sull’opportunità di simili misure.

Al termine di un’estenuante seduta, la richiesta è stata accolta e ora ci sono sei mesi di tempo per ragionare coralmente alla luce delle conoscenze attuali in tema di disturbi da gioco d’azzardo.

La Puglia è stata una delle prime Regioni a introdurre il distanziometro. Lo ha fatto cinque anni or sono quando di studi seri in materia non ve n’erano. Non esistevano quindi elementi per valutare la bontà o meno del principio.

Oggi, disponiamo di dati autorevoli che ci dimostrano scientificamente che il distanziometro non è efficace ai fini della prevenzione di quella che in passato era impropriamente detta «ludopatia», a dimostrazione dell’allora scarsa comprensione del fenomeno.

Nel numero 37 del nostro giornale abbiamo visto che l’imponente studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità ha dimostrato come il giocatore problematico preferisca giocare lontano dai luoghi di sua normale frequentazione e sia disposto per questo a coprire grosse distanze.

Sono le stesse risultanze cui è giunto l’Eurispes nel recentissimo Rapporto «Gioco legale e dipendenze in Puglia» dove, sulla scorta dei dati dell’ISS, si conclude che il distanziometro costituisce addirittura un vantaggio per i giocatori problematici.

Concludo quindi con una riflessione: gli amministratori attuali commetterebbero un grave errore se avallassero pedissequamente le scelte fatte in passato da chi non disponeva dei dati scientifici che possediamo oggi.

Ben venga quindi il dialogo volto a ritagliare un quadro normativo efficace per la prevenzione dei disturbi da gioco d’azzardo che non danneggi scioccamente la rete di raccolta del gioco legale.

                                                                      Giovanni Risso

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