Il circolo della qualità

 

cop 26 2018Alla fine degli anni ’80, l’Amministratore Delegato di FIAT, Cesare Romiti, introdusse i circoli della qualità nelle fabbriche della Casa automobilistica di Torino.

L’idea, elaborata in Giappone negli anni ’50, si basava su gruppi di lavoro a cui partecipavano tutti i dipendenti di un’azienda, dal dirigente all’operaio, costituiti al fine di risolvere problemi e, soprattutto, di migliorare la qualità dei processi e dei prodotti. Si riteneva infatti che chi partecipava ogni giorno al processo produttivo fosse il più indicato a suggerire utili modifiche al manager che stava dietro ad una scrivania, per il bene di tutta l’azienda.

Da allora, la qualità è diventata una grande opportunità per tutte le imprese.

Nel settore del gioco il concetto è stato ripreso da alcuni concessionari che, da tempo, hanno aperto tavoli tecnici con i nostri tabaccai, coordinati dal Sindacato, per ascoltare i preziosi suggerimenti che arrivano dalla rete, cioè da chi è a contatto con i prodotti e la tecnologia tutti i giorni.

Per questo ci piacerebbe aprire un circolo qualità con il legislatore, perché siamo certi che si scoprirebbe che la tutela della salute non passa necessariamente dai divieti, ma può essere affrontata con soluzioni tanto semplici quanto incisive.

Pensando ad esempio alle AWP, saremmo già oggi in grado di introdurre modifiche determinanti per la lotta alla ludopatia: lettore di tessera sanitaria, collegamento con un database del Servizio Sanitario Nazionale per inibire l’accesso ai soggetti in cura per dipendenze, database di autoesclusione dal gioco, introduzione di limiti di tempo e spesa che attivano messaggi sul gioco compulsivo bloccando la slot per qualche minuto.

Si tratta di modifiche immediatamente applicabili che tutelerebbero realmente la salute, in luogo di distanziometri e orari che hanno l’effetto opposto.

Erogare gioco legale e controllare i giocatori fa parte del nostro ruolo di concessionari e operatori professionali del settore. Ma è soprattutto il nostro mestiere giornaliero che ci permetterebbe di assicurare al meglio il reale contrasto alla ludopatia.

 

                                                                                                                                                                                                Giovanni Risso

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