Divieto di vendita ai minori: chi sbaglia, deve pagare

Come spesso documentato dai mass media, ci sono colleghi – per quanto si faccia fatica a definirli tali – che vendono tabacchi ai minori di 18 anni, violando sia la legge che, non ultimo, ogni principio deontologico su cui dovrebbe fondarsi il nostro lavoro.

Eppure, il Presidente Nazionale Giovanni Risso è chiaro quando dice e ribadisce che ogni divieto di vendita ai minori di tabacco è sacrosanto e chi sbaglia deve pagare!

Sia detto una volta per tutte: il rispetto della legge è fondamentale. Se vogliamo garantire la nostra esclusiva di vendita ed evitare che prevalga la volontà di chi vorrebbe smantellare la nostra rete, dobbiamo osservare le regole.

Il comportamento assunto da pochi disonora un’intera categoria. Non solo, identifica il tabaccaio come un comune esercente. Non è così: noi siamo concessionari dello Stato e in quanto tali dobbiamo essere rispettosi delle regole.

Sul divieto di vendita ai minori la posizione della FIT è netta: per tutelare i più che rispettano la legge, non si dà assistenza a chi viola le disposizioni a tutela dei minori.

Ognuno è responsabile di ciò che fa. Chi sbaglia, paga.

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