Comune di Bergamo: il TAR dà ragione ai tabaccai

Con l’intento di tutelare i cittadini dal gioco patologico, lo scorso giugno il Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, aveva imposto limitazioni orarie non solo alle slot ma anche al 10eLotto e al Gratta e Vinci.

Un eccesso inaccettabile e un precedente pericolosissimo di fronte ai quali la categoria non poteva certo stare a guardare.

Così la FIT, consapevole che le tabaccherie-ricevitorie erano già provate da distanze e limitazioni orarie per gli apparecchi da intrattenimento, ha impugnato davanti al TAR della Lombardia i provvedimenti del Sindaco.

Ebbene, lo scorso 7 marzo, la sezione di Brescia del Tribunale amministrativo lombardo ha accolto il ricorso promosso dalla Federazione affermando che il Sindaco non può disporre limitazioni nei confronti di giochi esercitati dalle tabaccherie.

I giudici inoltre hanno riconosciuto che le concessioni esclusive e tipiche del tabaccaio non sono accomunabili ad altre tipologie di gioco, affermando la sussistenza di diverse condizioni ambientali che caratterizzano le tabaccherie-ricevitorie, frequentate da utenza differenziata e presidiate da un controllo funzionale dell’esercente.

Sebbene limitata al territorio di Bergamo, la pronuncia del TAR ha particolare valore soprattutto perché molti sindaci della zona intendevano far proprie le limitazioni imposte dal Sindaco di Bergamo ed attendevano l’esito del ricorso per diramare ordinanze già pronte.

Una sentenza a noi favorevole ed assai importante quindi, anche perché, come spesso accade, l’effetto imitativo avrebbe potuto estendersi prima all’intera regione e poi a tutta Italia, perché le iniziative legislative e regolamentari sul gioco pubblico legale, si sa, sono tante e non sempre sono poggiate su solide basi giuridiche.

Sul prossimo numero de «La Voce del Tabaccaio» sarà pubblicato un ampio e approfondito «Speciale» sull’argomento.

Non perdetelo!

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